Chi siamo?

Scalino23 è un gruppo di giovani appassionati di improvvisazione, con il desiderio di divulgare e diffondere sul territorio questa meravigliosa arte, ancora a molti sconosciuta. Scalino23 è quindi l'unica scuola di Improvvisazione Teatrale sul territorio siciliano legata ai circuiti nazionali. 

Perché Scalino23?

 

«L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. 

Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire»

 

Epigrafe scolpita sul frontone del Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo, edificio teatrale più grande d'Italia e terzo in Europa.

Alla fine dell'Ottocento, per la costruzione della struttura, vennero abbattuti due monasteri, quattro chiese e una delle porte storiche della città. 

Leggenda vuole che durante le demolizioni fu involontariamente profanata la tomba di una suora, detta la "Monachella", che disturbata nel suo eterno riposo, volle fare notare la sua disapprovazione ostacolandone la costruzione con una maledizione. Ben 23 anni, infatti, ci vollero per la sua completa realizzazione e per ben altri 23 il teatro fu negato alla città. 

 Si dice che lo spettro, ancora oggi, si aggiri irrequieto per le sale... L'ombra di una suora di bassa statura sembra sia apparsa sul palcoscenico, tra le quinte e nei sotterranei per fare dispetti ad attori e visitatori.

"Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire", secondo alcuni, venne incisa proprio per placare l'ira della Monachella, dando così un apporto all'edificazione morale e spirituale dell'uomo.

Si narra che chi non creda alla leggenda sia destinato ad inciampare in un particolare scalino...detto appunto il "gradino della suora"!

E' questo il punto cruciale dal quale prende spunto il nome Scalino23.

Le credenze sono fondamentali per "non inciampare" durante la realizzazione di un progetto; Scalino23 crede fortemente nell'improvvisazione teatrale e nei propri obiettivi!

 

E tu, ci credi? 

Ecco una preziosa testimonianza di Pierpaolo Buzza, docente romano di improvvisazione teatrale....