"L'improvvisazione è andare al di là di ciò che si sa"

Miles Davis

Cos'è l'improvvisazione teatrale?

 

E’ una palestra dove allenare fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione. E’ una palestra dove ci si allena divertendosi.

L’improvvisazione teatrale è sicuramente l’arte che più si avvicina alla vita quotidiana, da cui attinge a piene mani. Imparare ad improvvisare equivale ad imparare a conoscersi meglio, poiché ogni frase, ogni azione, ogni emozione espressa in scena non è stata imparata a memoria, non è stata prevista, ma è frutto di ciò che viene messo in campo dagli attori, momento dopo momento. Se una persona è in ascolto e vive il “qui e ora”, si abitua a reagire a tutto quello che gli accade, poiché sarà in grado di scegliere il meglio in tutte le occasioni e allora sì che riuscirà a raggiungere i proprio obiettivi, magari leggermente diversi da quelli previsti in partenza, ma sicuramente migliori perché considererà gli eventi in corso del mondo reale e non di quello immaginato o ideale…

 

E' un processo multidimensionale:

  • Artistico, in quanto forma d'arte, nata con la Commedia dell'Arte e strutturata agli inizi del 900 da uno dei suoi massimi esponenti: Keith Johnstone. 

 

  • Pedagogico e formativo, poiché il risultato estemporaneo di un'improvvisazione è frutto di un percorso di formazione che è incentrato sui saldi pilastri della disciplina stessa, quali: lavoro di gruppo, creatività, attenzione, ascolto, osservazione, accettazione delle proposte altrui e gestione dell'imprevisto.


Uno spettacolo di improvvisazione teatrale è puramente estemporaneo: hic et nunc, unico e irripetibile poiché creato sul momento ed in quel momento. Nessuna scenografia, nessuna sceneggiatura, nessun regista ma solo attori che diventano scenografi, sceneggiatori e registi grazie al loro personale bagaglio culturale e ad un percorso formativo dove le regole fanno da guida alla creatività.

Lo spettatore che assiste ad uno spettacolo di improvvisazione non è soltanto spettatore, ma parte attiva della costruzione dell’opera.


“Che cos’è il Genio?

È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.”

Il Perozzi dal film “Amici miei” di Mario Monicelli